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MICHELA TURCO E LE CONCESSIONI BALNEARI

Data pubblicazione: 16-11-2021
 

Siamo di nuovo con Michela Turco, Responsabile Nazionale Pari Opportunità di Unione Cristiana per parlare di un altro argomento molto importante: le concessioni balneari, che tanto stanno facendo discutere in questo periodo.
- Michela, come nasce l'interesse di Unione Cristiana per le concessioni balneari ?
"Da circa un mese sono la Responsabile Nazionale per le Pari Opportunità di Unione Cristiana, parlando con degli amici del turismo vengo a conoscenza che dall'Europa le concessioni balneari vengono liberate. Sono molto preoccupata, perché stiamo parlando di oltre 30 mila famiglie che rischiano di perdere il loro lavoro, anni di sacrifici, investimenti nel settore che è stato messo a dura prova anche dal Covid 19.Non è possibile liberare le concessioni, e permettere ad estranei di prendersi le nostre spiagge obbligando a chi per anni si è tirato su le maniche lavorando con sacrifici di trasferirsi e ricominciare da capo. Ma non solo durante il Covid 19 le strutture balneari si sono dovute adattare alle norme per la salvaguardia della salute, con ulteriori sacrifici e investimenti, riducendo anche il numero di presenze per non avere un sovraffollamento. Tali sacrifici vanno anche ad incidere sugli utili di chi gestisce gli stabilimenti ma anche sui posti di lavoro. Perciò restiamo meravigliati che l'Europa continui a premere che vengono liberate le concessioni al più presto, creando nuovi disoccupatiin un settore già molto provato".
- Cosa dice la sentenza recentemente emessa e quali aspetti negativi comporta ?
"La sentenza obbliga alla liberazione delle concessioni entro il 2023 senza più proroghe e senza calcolare che oltre 30 mila famiglie perderanno il proprio lavoro. Famiglie che hanno fatto sacrifici lavorando onestamente e investendo anno dopo anno nei vari stabilimenti, essendo il loro lavoro, adesso per colpa dell'Europa si troveranno all'improvviso a mani vuote, fino ad oggi hanno continuato a pagare tasse allo Stato Italiano. In questo momento lo Stato non sta affatto prendendo una seria posizione, su questo argomento, e in questo modo sta aiutando l'Europa a far entrare multinazionali per acquistare le concessioni mettendovi il loro personale. Lo Stato che in questo delicato momento è rappresentato in modo forte difronte all'Europa, deve difendere la categoria, il nostro turismo, il nostro suolo, le nostre imprese e migliaia di posto di lavoro che sono in bilico."
- Cosa puo' fare la politica per gli operatori balneari e quali cambiamenti vanno apportati ?
"La politica può e deve assolutamente intervenire su questo importante problema prima che sia troppo tardi, deve assolutamente chiedere proroghe e modificare la legge sulle concessioni che devono rimanere in Italia con operatori del settore italiani. Ci siamo sempre distinti per la qualità delle nostre spiagge, del nostro mare ma anche del settore del turismo, le nostre strutture sono all'altezza delle richieste europee, chi lavora nel settore deve assolutamente avere un diritto di prelazione, non può  essere considerato nullo il lavoro di una vita."
- Il ruolo della Corte di Giustizia Europea
"La corte di Giustizia Europea  deve capire che le concessioni balneari italiane non possono essere svendute al miglior offerente e che dietro a tali concessioni ci sono famiglie che  vi hanno dedicato una vita, migliaia di posti di lavoro che devono essere tutelati. Nessuno di loro avrebbe mai investito, sapendo che un giorno non avrebbe più avuto nulla. Follia pura, questa legge deve al più presto essere modificata, con la tutela e la salvaguardia, dei posti di lavoro di persone che onestamente lavorano nel settore da anni pagando regolarmente le tasse. In primis le concessioni balneari devono essere date a chi da anni si distingue nel settore, questi consorzi, cooperative devono assolutamente rimanere avendo la priorità senza più il rischio di perdere tutto."

Francesca Rossetti