Aperto al pubblico nel 1921, il Museo Horne nasce dalla visione del collezionista e storico dell’arte Herbert Percy Horne, che lo concepì come una casa-museo capace di restituire l’autenticità della vita e dell’arte del Rinascimento fiorentino. Oggi, questo straordinario luogo custodisce un’importante collezione di capolavori firmati da grandi maestri come Giotto, Masaccio, Beccafumi e molti altri. L’atmosfera intima e raccolta del museo, unita all’eccezionale qualità delle opere esposte, lo rende una tappa imprescindibile non solo per gli appassionati d’arte, ma anche per chi desidera compiere un viaggio suggestivo nella Firenze del Quattrocento e Cinquecento. Per un soggiorno all’insegna della bellezza e del comfort, l’FH55 Hotel Calzaiuoli, situato a pochi passi dalla casa-museo, è la base perfetta da cui partire per scoprire questo tesoro di Firenze. Il museo nasce dalla passione di Hebert Percy Horne, raffinato intellettuale inglese, architetto, designer, storico dell’arte e collezionista, che alla fine dell’Ottocento si trasferì a Firenze attratto dalla sua atmosfera culturale e artistica. Animato da un profondo amore per il Rinascimento italiano, Horne dedicò gran parte della sua vita a ricercare, studiare e collezionare oggetti d’arte che potessero ricostruire lo stile e il gusto dell’epoca nella loro autenticità e originalità. Nel 1911 acquistò Palazzo Corsi, un’elegante dimora quattrocentesca situata in via dé Benci, con l’intento di trasformarla in una casa-museo che riflettesse l’estetica del Rinascimento non solo attraverso i capolavori esposti, ma anche attraverso l’architettura, l’arredamento e l’atmosfera. Alla sua morte, Horne lasciò il palazzo allo Stato Italiano con il desiderio che venisse conservato e reso accessibile al pubblico. Oggi il museo ospita oltre 6 mila oggetti, tra cui dipinti, sculture, mobili, ceramiche, medaglie e sigilli, utensili, tessuti, libri e disegni: tra le opere di eccezionale pregio si può ammirare la tavola raffigurante Santo Stefano dipinta da Giotto tra il 1330 e il 1335, la Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Maddalena, realizzata da Bartolomeo dé Landi tra 1478 e il 1480, un trittico di Pietro Lorenzetti, la Deposizione della Croce di Gozzoli, il San Girolamo penitente di Piero di Cosimo e anche le opere di Simone Martini, Massaccio e Filippo Lilli.
Tra le sculture più affascinanti della collezione del museo, ne spiccano due in terracotta realizzate da Giambologna: la Venere inginocchiata e il Nudo Virile. La prima, risalente al 1560, proviene dalla collezione privata di Ferdinando de’ Medici e raffigura la dea con il corpo in torsione mentre la figura si protende all’indietro per afferrare un panno, generando una torsione dinamica che invita lo spettatore a girarle intorno, in un dialogo continuo tra forma e movimento. Il Nudo Virile, realizzato nel 1572, colpisce invece per la forza che emana: il volto sereno e lo sguardo penetrante stabiliscono un contatto diretto con chi osserva, in un equilibrio perfetto tra intensità espressiva e padronanza tecnica.
Visitare il Museo Horne significa compiere un viaggio intimo e silenzioso nel cuore del Rinascimento. Varcata la soglia del palazzo, ci si ritrova immersi in un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo: le stanze, perfettamente arredate con mobili originali, opere d’arte e oggetti d’uso quotidiano, raccontano una Firenze elegante, colta, privata. Qui non si è semplici spettatori: ci si sente ospiti in una dimora viva, in dialogo con l’arte.