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Meridiane - Storie ritrovate delle donne del Sud

Data pubblicazione: 28-08-2025
 

Pronta a conquistare lettori e lettrici con il fascino della memoria, la forza della riscoperta e l’intensità di una narrazione che porta alla luce le voci femminili dimenticate del Mezzogiorno. Per il secondo anno consecutivo, ad agosto, la casa editrice campana sceglie di annunciare un progetto importante e già questa coincidenza temporale si tinge di scaramanzia: un rito editoriale che sembra segnare la stagione estiva con nuove prospettive di lettura. Dopo il successo di Palepolis, presentata sempre in agosto, oggi tocca a Meridiane, e forse non è un caso, perché la scaramanzia appartiene alle radici popolari del Sud, ma è anche un modo di guardare avanti con fiducia e determinazione. La direzione della collana è stata affidata ad Isabella Pedicini, scelta all’unanimità, un nome che non ha bisogno di presentazioni nel panorama culturale campano e nazionale, capace di unire bellezza, giovinezza, dinamismo e soprattutto una cultura fuori dagli standard. Lo ha detto chiaramente il CEO Armando De Nigris: “Isabella era la figura più adatta, su di lei si può puntare ad occhi chiusi”.
La sua nomina rappresenta un segnale forte e simbolico: dare il timone a una donna che da anni lavora sulla scrittura e sulle storie di donne, unendo ricerca, sensibilità e sguardo contemporaneo. La presentazione in anteprima nazionale avverrà il 4 ottobre 2025 durante il Campania Libri Festival, appuntamento che si conferma come uno dei più attesi del panorama editoriale meridionale e non solo, e a condurre l’evento sarà Gino Aveta, storico volto Rai, autore e figura poliedrica che incarna la cultura napoletana in tutte le sue sfaccettature, dalla musica alla memoria, dalla televisione alla scrittura. Un presentatore che conosce l’arte del racconto e che con la sua voce riconoscibile saprà dare il giusto tono a una prima nazionale che si annuncia già un successo. L’apertura della collana sarà affidata a due firme potenti: Lorenza Sabatino e Giusy Vittorini, due scrittrici selezionate dalla stessa Pedicini per inaugurare il progetto. Le loro opere rappresentano il manifesto della collana, perché dimostrano come la riscoperta delle donne del Sud non debba essere un esercizio accademico, ma un atto letterario e narrativo capace di emozionare, di ridare carne e voce a figure dimenticate, di restituire loro la centralità che la storia ufficiale ha negato. Artiste, scienziate, scrittrici, intellettuali, politiche, attiviste, attrici, musiciste, atlete del passato nate nel Mezzogiorno riaffiorano da queste pagine e lo fanno attraverso lo sguardo e la scrittura di giovani autrici contemporanee che sanno reinterpretare e attualizzare il loro percorso.
Non è ancora definito il numero complessivo delle uscite, ma Armando De Nigris e Isabella Pedicini non hanno dubbi: non basteranno per soddisfare il mercato, perché il desiderio di storie femminili e meridionali è forte e crescente. Già il gruppo Eventi della De Nigris Editori lavora in sordina ma a pieno ritmo a un tour nazionale che porterà la collana in giro per l’Italia, confermando la volontà di un progetto che non vuole restare circoscritto ma aprirsi a un pubblico ampio e variegato. Meridiane – Storie ritrovate delle donne del Sud non è un titolo scelto a caso. Il termine “meridiano” non ha un significato univoco, ma racchiude in sé diverse suggestioni: è il luogo del sole allo zenit, è il Sud geografico della Penisola, è il pensiero meridiano elaborato da Franco Cassano che propone una nuova visione del Mezzogiorno come centro e non come periferia, è lo strumento antico che misura le ore con la luce, è l’immagine dei demoni meridiani evocati da Roger Caillois, spiriti perturbanti che emergono nell’ora del meriggio.
Tutti questi significati si intrecciano in una collana che vuole riportare alla luce storie nascoste, metterle sotto un sole abbagliante come quello del Sud, collocarle al centro della scena culturale. Ed è proprio la luce la metafora più potente di questo progetto: le donne raccontate nelle Meridiane sono state troppo a lungo nell’ombra e finalmente ritrovano uno spazio luminoso che consente loro di parlare a noi, oggi, con tutta la forza della loro esperienza. In un panorama editoriale che ancora troppo spesso privilegia narrazioni maschili o centrali, questa collana rappresenta una svolta, un cambio di prospettiva e un atto di giustizia culturale. Non solo memoria del passato, ma anche stimolo per il presente: le protagoniste delle Meridiane parlano al nostro tempo, ci ricordano che il talento, la forza e la visione delle donne del Sud sono sempre state presenti, anche quando la storia ufficiale ha preferito cancellarle o relegarle ai margini. Isabella Pedicini, con il suo sguardo contemporaneo e la sua direzione dinamica, garantisce che la collana non sia soltanto un archivio ma un laboratorio di narrazione e di idee, capace di intrecciare ricerca storica e scrittura letteraria, testimonianza e immaginazione. È così che il Sud si racconta, non più come periferia, ma come centro vivo e pulsante di cultura mediterranea. Da giornalista e osservatore culturale, non posso non sottolineare l’importanza sociale di un’iniziativa come questa. Le Meridiane non sono semplicemente una collana di libri: sono un atto politico, un gesto di restituzione, un investimento editoriale che mette al centro le donne del Sud e la loro memoria. In un’epoca in cui il mercato editoriale cerca sempre più prodotti immediati e di consumo, De Nigris Editori sceglie la strada opposta, quella della profondità, della ricerca, della valorizzazione delle radici. È un progetto che nasce dal Sud ma che guarda al mondo intero, perché le storie delle donne meridionali sono universali e capaci di parlare a chiunque, ovunque. Ecco perché leggere e sostenere Meridiane significa partecipare a un percorso collettivo di memoria e di futuro.
Quando il sole meridiano illumina ogni cosa, nessuna ombra può più nascondere ciò che merita di essere visto: le donne del Sud, finalmente, tornano ad avere voce, e questa voce risuonerà forte nelle pagine della nuova collana di De Nigris Editori. Non per ultimo ma di forte impatto, il progetto grafico è stato affidato alla bravissima Aurora Lobina, una scelta che conferma l’attenzione di De Nigris Editori alla cura estetica, alla bellezza visiva e alla coerenza comunicativa di una collana che vuole essere immediatamente riconoscibile anche nello stile. L’identità grafica firmata da Lobina non sarà solo un vestito ma un vero e proprio linguaggio visivo che accompagnerà i testi, amplificando il messaggio delle Meridiane e rendendo ogni volume un oggetto editoriale prezioso, da custodire e collezionare.

AdN