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L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE VISTA DA TOMMASO ROSSINO

Data pubblicazione: 18-08-2025
 

L'Intelligenza Artificiale (IA) è sulla bocca di tutti, ma sono pochi quelli che, come Tommaso Rossino, la vivono ogni giorno non solo come uno strumento di lavoro, ma anche come un'opportunità di crescita e riflessione. Nato a Torino il 9 settembre 1989, Tommaso ha trascorso 33 anni nella sua città natale prima di trasferirsi a Los Angeles, un luogo dove la tecnologia e l'innovazione sono parte del tessuto quotidiano. Il suo è un percorso da autodidatta, che lo ha spinto a esplorare il mondo digitale e a farne il suo mestiere, affinando le sue competenze direttamente sul campo invece che sui banchi universitari. Dalla sua base in California, Tommaso osserva da vicino la vertiginosa accelerazione con cui l'IA si sta evolvendo. La West Coast è un vero e proprio epicentro di questa rivoluzione, dove le più grandi aziende e le startup più promettenti lavorano per spingere i confini della tecnologia. Qui, il dibattito non è più se l'IA avrà un impatto, ma come gestirne al meglio la potenza e le implicazioni etiche. Riferisce: "L'IA non è fantascienza ma è una realtà che sta trasformando ogni settore, dal cinema alla sanità. Qui a Los Angeles, questo cambiamento è palpabile, e la sfida è imparare a gestirlo per il bene di tutti." Nella sua prospettiva chiara e coincisa l'IA non è destinata a sostituire le persone, ma a liberarle dalle mansioni più ripetitive per permettere loro di concentrarsi sulla creatività, l'intuizione e il pensiero critico. "L'IA - secondo Tommaso - è un partner silenzioso, un "assistente" che, se usato con consapevolezza, può sbloccare il potenziale umano in modi inimmaginabili”. Attualmente, Tommaso sta lavorando a un progetto che unisce il potenziale dell'intelligenza artificiale con la sua passione per la creatività. I dettagli sono ancora riservati, ma l'obiettivo è chiaramente quello di sfruttare l'IA in un modo non convenzionale per creare un'esperienza che possa aiutare le persone nella loro vita quotidiana. Non si tratta di un semplice software o di un nuovo prodotto, ma di un'iniziativa che mira a semplificare, organizzare o migliorare un aspetto specifico della vita di tutti. Il futuro, per Tommaso, non risiede nella paura delle macchine, ma nella capacità di imparare a collaborare con esse, usando la tecnologia per creare soluzioni innovative e migliorare la qualità della nostra vita. La sua storia è un esempio di come la curiosità e la pratica possano aprire le porte a un mondo in continua evoluzione, dove la vera abilità non è sapere tutto, ma sapersi adattare a un futuro che cambia velocemente.

                                                                                                                                                                                                    Giuseppe De Carlo