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Progetto Fuoco: "Foreste: femminile, plurale"

Data pubblicazione: 27-02-2026
 

Sono 366.000 le imprese femminili attive nel settore primario italiano, pari al 31,5% del totale. Tuttavia restano mediamente più piccole (7,7 ettari contro i 12 delle aziende maschili), con una produzione standard inferiore e una presenza ancora limitata nei ruoli decisionali. Nella silvicoltura e nelle attività forestali, la quota di imprese femminili si attesta intorno al 12%.  Da questi dati, presentati da Catia Zumpano (CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), ha preso avvio oggi a Progetto Fuoco il convegno “Foreste: femminile, plurale”, promosso dalla Rete Donne Foreste e organizzato da AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali. Il confronto ha evidenziato un nodo strutturale: la presenza femminile nel settore primario è significativa nei numeri, ma si assottiglia progressivamente nei livelli apicali, nelle rappresentanze e nei luoghi in cui si definiscono politiche e indirizzi strategici. 

«Il settore forestale italiano è chiamato a svolgere un ruolo strategico sul piano ambientale ed economico», ha dichiarato Domenico Brugnoni, Presidente di AIEL. «Abbiamo voluto organizzare questo incontro perché siamo fermamente convinti che rafforzare la partecipazione femminile nel nostro settore significa ampliare il patrimonio di competenze disponibili e migliorare la qualità dei processi decisionali. È una questione che riguarda la solidità e la capacità di evoluzione dell’intero comparto forestale»

In apertura dei lavori è stato proiettato il contributo video di Mauro Bottaro, specialista in genere e diritti umani della divisione foreste della FAO, che ha ricordato come oltre un miliardo di donne nel mondo dipenda dalle foreste per il proprio sostentamento. La FAO integra sistematicamente la prospettiva di genere nei propri programmi forestali, sostenendo reti di donne in 26 Paesi, organizzazioni di produttrici forestali e agricole e percorsi di capacity building volti a rafforzare inclusione ed equità nel settore. Nel comparto forestale, chiamato oggi a rispondere a sfide complesse – dalla gestione sostenibile delle risorse alla prevenzione del dissesto idrogeologico, fino alla valorizzazione energetica delle biomasse legnose – il tema delle competenze assume un rilievo centrale.  Sul versante della ricerca, Elena Paoletti (IUFRO – International Union of Forest Research Organizations) ha evidenziato come la presenza femminile nella ricerca forestale sia in crescita, ma ancora sottorappresentata nei ruoli di responsabilità decisionale. Le esperienze internazionali di mentoring e le task force dedicate alla parità di genere dimostrano tuttavia che strumenti strutturati possono favorire un accesso più equo alla leadership scientifica.

Il convegno è stato inoltre l’occasione per fare il punto sul percorso della Rete Donne Foreste, nata due anni fa da un’iniziativa condivisa tra professioniste del settore e promotrice del Manifesto “Liberiamo l’energia delle donne per superare la diffidenza di genere”. La Rete, sostenuta da AIEL insieme a Confagricoltura e Compagnia delle Foreste, sta lavorando ora per costituirsi formalmente come associazione del Terzo Settore, con l’obiettivo di strutturare attività di networking, mentoring e valorizzazione delle competenze lungo l’intera filiera forestale.

«La Rete Donne Foreste nasce per rendere visibili competenze che già esistono e per metterle in connessione», hanno spiegato Annalisa Paniz, Direttrice di AIEL e Silvia Piconcelli, Responsabile del settore risorse boschive e coltivazioni legnose di Confagricoltura, tra le promotrici dell’iniziativa. «Strutturarsi come associazione significa dare continuità a un percorso che punta a costruire strumenti concreti: scambio di esperienze, mentoring, mappatura delle competenze e maggiore presenza nei contesti decisionali». 

Il confronto ha messo in risalto la presenza di tante competenze femminili solide e diffuse che già operano nel settore forestale e che chiedono solo di essere riconosciute e messe a sistema. Rafforzare la presenza femminile nei luoghi decisionali, nella ricerca e nelle filiere produttive significa accompagnare l’evoluzione del comparto verso modelli più moderni, inclusivi ed efficaci. Un percorso che AIEL intende continuare a sostenere, nella convinzione che il futuro delle foreste passi anche dalla capacità di valorizzare il contributo di tutte le donne che vi operano.