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"UNA VOCE" DI SIMONA LA MARCA

Data pubblicazione: 04-01-2026
 

Certe canzoni non bussano: entrano. “Una Voce” è una di quelle. Uscito a fine novembre, il nuovo singolo di Simona La Marca, intenso e personale, sta viaggiando veloce tra rotazioni radiofoniche e streaming, diventando in poche settimane uno di quei brani che ti ritrovi addosso, quasi senza accorgertene. Un sound pop contemporaneo, un beat che pulsa sottopelle e una scrittura emotiva, raw e sincera, capace di parlare a chiunque abbia vissuto almeno una volta la fine di un amore. Simona La Marca ha solo vent’anni, ma una consapevolezza che sorprende grazie alla sua anima pop e ad una scrittura che nasce dalla pelle. Nata a San Gennaro Vesuviano, cresciuta ascoltando musica senza confini di genere o di lingua, ha iniziato prestissimo a trasformare le emozioni in parole e melodie. Dopo i primi passi discografici e un periodo di stop necessario per crescere, cambiare città, rimettere ordine — dentro e fuori — oggi torna con un progetto che segna un vero comeback: più maturo, più centrato, profondamente suo. “Una Voce” è il racconto degli ultimi istanti di una relazione che si sta spegnendo. È quel dialogo silenzioso tra cuore e mente, quando uno insiste a restare e l’altra ha già capito che è tempo di andare. Simona canta il momento esatto in cui la verità emerge, anche se fa male; quando il ricordo di chi ami continua a risuonare dentro, come una presenza ostinata, ma qualcosa — una voce interiore, finalmente — chiede spazio, rispetto, libertà. Il brano non parla solo di una rottura, ma di una scelta: quella di ascoltarsi, di riconoscere quando l’amore non è più un luogo sicuro e trovare il coraggio di lasciarlo andare. Fragilità e forza convivono, si sfiorano, si rispondono. E proprio in questo contrasto nasce la rinascita: trasformare una ferita in musica, il dolore in una possibilità nuova. Prodotto da Silvia Vavolo, “Una Voce” segna l’inizio di un nuovo capitolo per Simona La Marca. Un capitolo scritto con maggiore lucidità, ma senza perdere l’urgenza emotiva che rende autentica ogni parola. Perché, come dimostra questo singolo, a volte per ricominciare davvero bisogna fare una cosa sola: smettere di zittire quella voce e imparare, finalmente, ad ascoltarla.

Simona, il tuo nuovo brano dal titolo “Una Voce” è in radio già da qualche settimana: come sta reagendo il pubblico?

“La reazione del pubblico è stata immediatamente calorosa e potente, quasi come se il brano avesse trovato subito il suo spazio naturale: già prima dell’uscita ufficiale, “Una Voce” si è aggiudicata diversi articoli dedicati su magazine nazionali, oltre a diverse proposte di rotazione radiofonica. Da quando è in radio, la risposta è diventata ancora più evidente: sto ricevendo messaggi di persone che raccontano di aver sentito la loro voce dentro la mia. Sui social (simolamarca) l’energia è cresciuta giorno dopo giorno e, accanto a chi mi seguiva già prima della mia pausa artistica, si sono aggiunti nuovi ascoltatori”. 

Il pezzo nasce da un conflitto tra mente e cuore: qual è stato il momento che ti ha spinto a scriverlo?

Una Voce è nata a marzo dello scorso anno, dopo un periodo in cui ho sentito il bisogno di fermarmi e rimettere ordine nella mia vita. Il brano racconta gli ultimi istanti della mia relazione passata: quel momento in cui inizi a vedere la verità, anche se il cuore si ostina a resistere. Ricordo perfettamente il momento in cui ho preso carta e penna e ho iniziato a mettere nero su bianco sensazioni ed emozioni che avevo tenuto per me troppo a lungo. Avevo un bisogno quasi fisico di liberarmi da tutto ciò che mi aveva logorata: il ricordo di quella persona che continuava a risuonarmi dentro come una “voce” ostinata. Da lì è nato tutto: una canzone che ha trasformato una ferita in qualcosa di nuovo, una sorta di rinascita per me”.

Hai parlato di questo singolo come di un “ritorno”: cosa è cambiato in te dopo il periodo di fermo?

“Inizialmente allontanarmi dalla musica non è stata una scelta ragionata: è stato più il risultato di impegni e cambiamenti che mi hanno travolta: la maturità, il trasferimento da Napoli a Roma, la facoltà di medicina, nuove routine. Inoltre, riguardando il mio percorso, ho capito che molte scelte artistiche non mi rappresentavano più: avevo pubblicato il mio primo singolo a 16 anni, ero troppo giovane per avere davvero chiaro cosa volessi. Così ho deciso di fermarmi: una pausa difficile, ma fondamentale. Oggi sono tornata con un’attitudine nuova: scrivo con più consapevolezza, collaboro con professionisti che credono in me e mi sento più matura e consapevole”. 

Nel pezzo emerge la volontà di ascoltare la propria voce interiore: quanto è stato difficile farlo nella vita reale?

“Nel bridge è stato importante far percepire che, dentro me, oltre al ricordo di ciò che avevo vissuto, c’era ancora la mia “voce”: la volontà di tornare al centro e rimettermi al primo posto. Nella vita reale non è stato semplice ricominciare ad ascoltarmi: sapevo che restare in quel limbo emotivo mi avrebbe portato altro dolore, ma lasciare ciò a cui sei emotivamente legata — anche quando ti ferisce — fa paura. Ed è questo uno dei messaggi del brano: riconoscere quando una relazione non è più sana per sé stessi e trovare il coraggio di lasciarla andare. Con il tempo ho capito che quella storia non mi apparteneva più e che la forza per voltare pagina era sempre stata dentro di me”. 

Con Oltresound Label hai trovato un nuovo sound: in che direzione stai andando musicalmente?

Una Voce è un brano con un testo profondamente autobiografico e intimo, un beat intenso e una produzione pop contemporanea a cura di Silvia Vavolo che è possibile trovare anche su Spotify (il codice da inserire per la canzone si può scannerizzare dalla barra di ricerca dell’app). È un contrasto voluto, che riflette il cuore del pezzo: fragilità e forza, emotività e lucidità. Musicalmente continuerò a muovermi nel pop, ma con un approccio più vero: voglio portare nella mia musica quello che vivo, senza filtri. Non escludo però di essere aperta anche a nuovi generi: quello che verrà lo capirò strada facendo, lasciandomi guidare da ciò che mi rappresenta”. 

Guardando al tuo percorso: qual è la conquista di cui sei più orgogliosa e quale obiettivo stai inseguendo ora?

“La conquista più grande per me è proprio questa canzone: “Una Voce” non è solo un singolo, è la prova che anche da un periodo buio può nascere qualcosa di potente e sincero. Per il futuro ho un obiettivo chiarissimo: farmi conoscere davvero, attraverso la mia musica, la mia storia e la mia voce. Voglio crescere, arrivare a più persone e costruire una community che si riconosca nei miei brani. Sono aperta a concorsi, palchi, collaborazioni e progetti nuovi: sì, è un nuovo inizio e fa paura, ma ho molta più voglia che timore. È il momento di ascoltare una voce che non voglio più silenziare, la mia”.

Intervista a cura dell’ufficio stampa