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HospitalitySud, dove il turismo diventa emozione e visione condivisa

Data pubblicazione: 25-02-2026
 

C’è un momento, entrando alla Stazione Marittima di Napoli, in cui si percepisce chiaramente che non si tratta di una semplice fiera. È un’energia fatta di strette di mano, confronti, idee che prendono forma. Con oltre 4.000 visitatori, HospitalitySud ha dimostrato di essere molto più di un salone professionale, è diventato un punto di riferimento per il turismo del Mezzogiorno. Sette anni fa nasceva per colmare un vuoto, quello della conoscenza strutturata e della visione strategica in un territorio dove la domanda turistica cresceva in modo sproporzionato rispetto alla capacità organizzativa. Oggi quella scommessa si è trasformata in un appuntamento maturo, che unisce imprese, istituzioni, professionisti e studenti in un unico racconto, quello dell’ospitalità come cultura, competenza ed emozione. Ad aprire i lavori è stato il fondatore e direttore della manifestazione, Ugo Picarelli, con parole che hanno tracciato la rotta, ''HospitalitySud è il salone delle forniture e dei servizi per l’alberghiero e l’extralberghiero, ma soprattutto è una formula dinamica, fatta di incontri e aggiornamento professionale. La qualità dell’arredo, del design, dei servizi non è un dettaglio estetico, ma parte integrante dell’esperienza del cliente,è ciò che determina la scelta, la soddisfazione, il ricordo''.

In due giorni si sono alternati 100 relatori in 30 incontri gratuiti. Innovazione tecnologica, sostenibilità, governance dei territori, valorizzazione delle professionalità, tutte parole che, qui, hanno assunto un peso concreto. Anche perché i numeri raccontano una trasformazione reale. Secondo SRM, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, Napoli è ormai uno dei poli turistici più rilevanti del Mezzogiorno, mentre la Campania nel 2025 ha superato i 20 milioni di presenze. Un successo che porta con sé entusiasmo, ma anche responsabilità, soprattutto in vista di grandi eventi internazionali come l’America’s Cup. Le istituzioni hanno parlato con chiarezza: destagionalizzare, diversificare, delocalizzare i flussi. Distribuire meglio la ricchezza turistica per evitare che il successo si trasformi in sovraccarico. Tra i presenti, l’assessore regionale Vincenzo Maraio, l’assessore comunale Teresa Armato e il presidente dell’Unione Industriali Costanzo Jannotti Pecci. Accanto a loro, il mondo dell’associazionismo alberghiero con Costanzo Iaccarino, Salvatore Naldi, Francesca Pagliari, Lorenzo Coppola e Roberto Laringe, insieme ai sindaci Raimondo Ambrosino, Paolo Falco e Giosi Ferrandino. Ma se c’è una parola che ha attraversato ogni dibattito è stata ''emozione''. Oggi il turista non cerca solo un letto o un servizio efficiente, cerca un’esperienza che lo tocchi, anche in un soggiorno breve. L’emozione crea fiducia, connessione, memoria. Tuttavia, senza competenza non c’è emozione che tenga. E la competenza nasce dalla formazione.

Non è un caso che tra i corridoi della manifestazione si muovessero tanti studenti. I ragazzi dell’Istituto Alberghiero Rossini di Napoli hanno accolto i visitatori in reception con professionalità sorprendente. Un segnale forte è emerso: il diploma alberghiero non è una scelta di ripiego, ma una strada che costruisce cultura dell’ospitalità.

La sezione AMIRA Napoli Campania, guidata dal Fiduciario Dario Duro, ha avuto un ruolo di primo piano all’interno della manifestazione, partecipando attivamente al programma formativo e alle attività dimostrative valorizzando, il ruolo centrale della sala e dell’arte del servizio all’interno dell’esperienza ospitale. Anche il presidente nazionale Solidus Valerio Beltrami, ha volutamente partecipato all’evento, per dare il suo contributo istituzionale sottolineando il valore della collaborazione tra le professioni dell’ospitalità. Questo conferma l’impegno delle associazioni nazionali che si muovono in squadra, per migliorare la formazione e l’eccellenza professionale. Un grande settore, quello merceologico, ha avuto un ruolo fondamentale perché le professioni senza i mezzi non hanno valore di esistere e Brand di livello, hanno presentato le loro proposte nei diversi settori. La conferma si è avuta con la grande partecipazione anche al Focus ''Sala, Bar e Cucina''. A far da padrone di casa Dario Duro, con il contributo del presidente nazionale Solidus Valerio Beltrami. Dimostrazioni, degustazioni, riflessioni sul galateo, sullo spreco alimentare, sulla figura del sommelier e sull’accoglienza di lusso hanno raccontato quanto l’arte del servizio sia centrale nell’esperienza turistica. Molto interessante è stato lo stage, proposto dai barman AMIRA, sui cocktails molecolari. Un'esperienza dimostrativa che ha permesso di svelare i segreti della nuova tecnica di miscelazione e presentazione di bevande che, alla degustazione, sprigionano una forte intensità di sapori catturando i migliori palati.

Molto interessante è stato il Premio “Castellano-Guglielmo”, dedicato alla memoria di Gaetano Castellano e Michele Guglielmo. Un riconoscimento ai giovani under 35 che incarnano il futuro dell’hotellerie campana. Tra i premiati: Imma Aversa, Federico Della Cerra, Baldassarre Durazzo, Francesco Fraia, Flavio Fusco, Flora Pezzella e Raffaele Pinto. Storie diverse, unite da una stessa scelta: fare dell’ospitalità una professione di eccellenza. E intorno, un grande settore espositivo con aziende provenienti da tutta Italia, dal design alla domotica e tecnologie, dai servizi energetici al food & beverage. Perché senza strumenti adeguati, anche la migliore professionalità rischia di restare incompleta.

HospitalitySud, patrocinata da Regione Campania, Comune di Napoli e dalle principali associazioni di categoria, ha dimostrato che il turismo può essere visione condivisa. Ora la sfida è trasformare le parole in infrastrutture, servizi efficienti, lavoro dignitoso per i giovani.

Napoli ha davanti a sé un’opportunità storica, quella di diventare una metropoli internazionale senza perdere la propria anima. E forse, proprio da qui, da questa comunità che dialoga e si forma, può nascere il modello di un turismo capace di crescere senza consumare se stesso.

Ezio Micillo