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aridotto mercadante: Lampedusa Beach, uno spettacolo doloroso ma necessario

Data pubblicazione: 27-02-2026
 

Lampedusa beach, la spiaggia di Lampedusa dà il titolo al monologo in scena al Ridotto del Mercadante. La spiaggia sognata, vagheggiata, fantasticata e intravista o solo immaginata pochi istanti prima della morte. Shauba è il simbolo di tutti i naufraghi che, perfettamente consci del pericolo, salgono su improbabili barconi che spesso non riescono a raggiungerla quella spiaggia. “Shauba è una donna che annega nel Mediterraneo. È la storia di una, ma in realtà di tante donne – afferma la regista Alessandra Cutolo –, solo nel mese di gennaio centinaia di donne sono partite con destinazione Lampedusa dalle coste di Libia e Tunisia, moltissime barche hanno fatto naufragio. Negli ultimi dieci anni circa 30.000 persone hanno perso la vita provando ad attraversare il mare. Ma ‘Il mare è innocente’. Colpevoli sono le politiche di chi, in un insensato tentativo di fermare un processo inarrestabile, se la prende con donne, bambini, giovani africani. Vite spezzate per essere nate ‘dalla parte sbagliata’ del mondo.” Si rivolge ai potenti d’Italia e d’Africa, Shauba, suggerendo di togliere l’acqua del mare innocente per scoprire che Italia e Africa sono unite da una distesa di cadaveri. Scritto nel 2003, Lampedusa Beach è il primo capitolo della Trilogia del Naufragio di Lina Prosa che comprende anche Lampedusa Snow e Lampedusa Way. Tradotto in numerose lingue tra cui francese, inglese, spagnolo, tedesco, arabo è andato in scena in tutto il mondo. È un monologo poetico e straziante, un miscuglio di dolcezza e atrocità che Cristina Parku interpreta con personalità e umana partecipazione. Al suo fianco la danza di Moussan Yvonne N’dah aggiunge significati alla storia. La scena sorprendente di Fabio Sonnino è anch’essa racconto e meraviglia. Il toccante video di Caterina Biasiucci vede come interpreti Ese Nosakhare, Fortune Smith, Muyi Oteki, Ifeoma David, Queen Avanhenhen, Gift Osayemore, Osariemen Omoruyi, Ese Asemota, Eki Monday, Faith Ohilebo. Come ha affermato la regista, Alessandra Cutolo, si tratta di “un fenomeno che non accenna a smettere e il teatro è il posto giusto per parlarne perché il teatro smuove le coscienze.” Applausi commossi per tutti.

 

Valeria Rubinacci