|

IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA XXXIV festival internazionale di musica

Data pubblicazione: 26-08-2025
 

Un cartellone non scontato per una delle rassegne di musica classica più prestigiose della nostra Penisola, che proporrà a Verona nell’arco di un mese: la London Symphony Orchestra diretta da Sir Antonio Pappano, con Seong-Jin Cho al pianoforte; l’Orchestra da Camera di Mantova con Alexander Lonquich nella doppia veste di direttore e solista; l’attesissima The Constellation Choir & Orchestra costituita nell’agosto 2024 dal vulcanico Sir John Eliot Gardiner che la guiderà a Verona per la prima volta in Italia;la Dresdner Philarmonie, affiancata dallo straordinario Boris Giltburg al pianoforte, sotto la bacchetta del direttore russo naturalizzato finlandese Dima Slobodeniouk; ancora la Budapest Festival Orchestra diretta dal suo fondatore Iván Fischer, con il violino strepitoso di Guy Braunstein, e la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen con il talentuoso Riccardo Minasi alla direzione e, al pianoforte, star internazionale, Beatrice Rana. Da Bach e Mozart fino a Šostakovič - a ricordare i 50 anni dalla morte dell’artista, con la “Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore” - le pagine musicali al Filarmonico di Verona cavalcano i secoli, prestando un’attenzione particolare all’Ottocento, con Mendelssohn, Brahms, Chopin e tanto Beethoven: l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra del compositore di Bonn completata in due serate da Alexander Lonquich con l’Orchestra da Camera di Mantova; ma anche l’iconica Sinfonia n. 5 eseguita dal prestigioso ensemble londinese diretto da Pappano e la Sinfonia n.7 nell’interpretazione di Iván Fischer e della sua orchestra ungherese.  Sul palco solisti acclamatissimi saranno, nei diversi appuntamenti, il violinista Guy Braunstein, e i pianisti Seong-Jin Cho, Alexander Lonquich, Boris Giltburge e Beatrice Rana, “star” assoluta del momento, la cui interpretazione è stata elogiata dal Times per la “seduttività orfica” e la “leggerezza trascendente”. In un programma che nel complesso attraversa i secoli, da Bach e Mozart fino a Šostakovič - a ricordare i 50 anni dalla morte dell’artista - un’attenzione particolare è prestata all’Ottocento, con Mendelssohn, Brahms, Chopin e soprattutto con un tripudio di Beethoven, l’autore che getta un ponte tra il classicismo e la musica romantica.  Del compositore di Bonn, Alexander Lonquich direttore e solista e l’Orchestra da Camera di Mantova proporranno a “Il Settembre dell’Accademia”, in due serate consecutive, l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra; mentre l’iconica Sinfonia n. 5 in do minore sarà eseguita dalla London Symphony Orchestra, guidata nel concerto d’apertura del Festival (l’1/09) da Sir Anthony Pappano in veste di direttore principale del prestigioso ensemble per la stagione concertistica 2024-2025, e la Sinfonia n.7 in la maggiore risuonerà nell’interpretazione dalla straordinaria orchestra ungherese, la Budapest Festival Orchestra, fondata e diretta dal Maestro Iván Fischer. Cartellone dunque d’eccezione per il Festival, che quest’anno cade nel cinquantesimo anniversario della riapertura del Teatro Filarmonico di Verona, ricostruito per volontà degli accademici dopo i bombardamenti che nel febbraio del 1945, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, dilaniarono una volta ancora (la prima fu l’incendio del 1749) l’edificio settecentesco, sala “all’italiana” realizzata su progetto da Francesco Galli Bibiena. L’adiacente preziosa Sala Maffeiana di inizi Seicento e il pronao del Curtoni anche in questo funesto frangente furono clamorosamente risparmiati, ma il recupero della sala concertistica più importante della città sull’Adige, ricostruita mantenendo il gusto e l’impostazione bibianesca, necessitò di un enorme impegno da parte dell’Accademia Filarmonica di Verona, impegno che continua incessante da oltre 480 anni.