Il 9 gennaio 2026 alle ore 19.00 va in scena nella Chiesa di San Severo fuori le Mura di Napoli ITACA: richiamo mediterraneo. Accoglienza e rinascita nel Mare Nostro, uno spettacolo di Rosalba Di Girolamo prodotto da Baba Yaga Teatro e presentato nell’ambito di “Altri Natali”, rassegna promossa e finanziata dal Comune di Napoli. Liberamente ispirato agli scritti di Predrag Matvejević, José Saramago, Konstantinos Kavafis e Warsan Shire, ITACA: richiamo mediterraneo nasce dal Breviario Mediterraneo, il grande trattato scientifico-filosofico-poetico dedicato al Mare Nostro, che ne racconta le contraddizioni e le affinità: dalle architetture dei fari alle città sommerse, dai profili delle coste a quelli degli uomini, dalle preghiere alle bestemmie, dalle religioni perseguitate alle tradizioni culinarie, come il brodo di pietre, antica pietanza mediterranea emblema di creatività, ricchezza e miseria. Lo spettacolo racconta un viaggio di accoglienza e rinascita: quello di un uomo che attraversa il Mediterraneo in cerca di casa. Un viaggio in parole e musica in un mare dove tutto migra — pesci, popoli, correnti, lingue, suoni e culture — e dove ogni attraversamento genera nuovi significati. Alla ricerca di Itaca, la patria di Ulisse, il viaggiatore scopre che la meta tanto agognata non è un luogo geografico, ma il viaggio stesso, la vita, la trasformazione interiore che conduce all’incontro con l’altro. In scena, la voce narrante di Rosalba Di Girolamo, che firma anche testo e regia, si intreccia ai canti e alle musiche di Marzouk Mejri, polimusicista tunisino che attraversa fiati, corde, percussioni, suoni elettronici e voce, e alle musiche di Salvatore Morra, musicista napoletano specializzato in chitarra e oud. Tre artisti provenienti da storie e culture differenti danno vita a una polifonia che restituisce il respiro ancestrale del Mediterraneo, fatto di stratificazioni e contaminazioni, ma anche e forse soprattutto, di silenzi.
Favola di coraggio e speranza, diario di maree e destini, ITACA intreccia immagini sonore e poetiche, il canto delle cicale e dei gabbiani, le verande assolate e le navi affondate, per raccontare una scoperta intima e universale.
È un libro di preghiere laiche che narra un sogno: quello di una patria che coincide con il cammino dell’essere umano, sempre in movimento.
ITACA: richiamo mediterraneo si configura come un controcanto di Natale, un gesto artistico che si oppone a una visione oleografica e consumistica della festa per richiamarne una più autentica e consapevole. Un Natale che guarda oltre le mura familiari, che riconosce la pluralità di voci e culture del Mediterraneo e che si fa scelta culturale e civica, fondata sull’accoglienza reale e quotidiana. «Ispirandosi a grandi voci della letteratura e della poesia, ITACA: richiamo mediterraneo ci ricorda che la cultura offre strumenti preziosi per leggere il presente» dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli. «Affrontando il tema dell’accoglienza non come slogan, ma come pratica civile, lo spettacolo interpreta pienamente l’orizzonte di Altri Natali, la rassegna che il Comune promuove e finanzia ogni anno: un progetto che, fin dal titolo, sceglie l’incontro e l’apertura, rifiutando di ridurre il Natale a un’occasione di contrapposizione identitaria».
“Baba Yaga Teatro – dichiara la Di Girolamo – intende continuare a tessere una rete duratura e concreta tra artisti, istituzioni e cittadini, nella convinzione che la cultura sia uno strumento fondamentale di crescita collettiva e coesione sociale. In questo percorso abbiamo sempre trovato interlocutori attenti e presenti negli esponenti della Terza Municipalità, nella persona del presidente Fabio e dell’assessore alla cultura Ciro Guida, che condividono una visione di politica intesa come servizio alla città e ai suoi abitanti. Fin dall’inizio del nostro lavoro in questa parte della città, la Terza Municipalità ci ha sostenuti con convinzione, dimostrando come la collaborazione tra realtà culturali e istituzioni possa generare valore, partecipazione e opportunità reali per il territorio.”
La scelta della Chiesa di San Severo fuori le Mura risponde al desiderio di valorizzare uno spazio di grande bellezza architettonica e apertura culturale, contribuendo a una riflessione libera dalla retorica sul significato del Natale come occasione di dialogo, pace e rinascita.Alla realizzazione dello spettacolo contribuiscono Flavio Di Fiore alla direzione di produzione, Angela Grimaldi alla direzione tecnica, Mattia Tammaro alla cura dei social media, Nunzia Esposito per il progetto fotografico e Roberta D’Agostino all’ufficio stampa.











